La libertà condizionata…

on

Ecco, la guerra è finita.
Si è fatto silenzio sull’Europa.
E sui mari intorno ricominciano di notte a navigare i lumi.
Dal letto dove sono disteso posso finalmente guardare le stelle.
Come siamo felici!”
(D.B.)
***
Tutto è iniziato nell’autunno del 2019, in una città di 11 milioni di persone nel cuore della Cina. La chiamano guerra, anche se non ha niente in comune con le guerre che conosciamo. Gli spari questa volta vengono da un pipistrello. Sotto forma di virus. Il nome ufficiale del virus è Sars-CoV-2. La malattia che origina è la Covid-19, dove C sta per corona, V per virus, D per disease (malattia in inglese), 19 come 2019, anno in cui il virus è stato per la prima volta intercettato. Dal gennaio ha iniziato a diffondersi in tutto il mondo, quindi anche in Europa. L’epidemia e diventata pandemia l’11 di marzo 2020. La gravità sta nell’efficacia con cui la malattia si diffonde. In Italia pare che sia entrato il 21 febbraio, a Lodi, provincia di Lombardia – il giorno della notizia del paziente 1. Il paziente 0 dell’Europa sembra che sia un tedesco. Da allora, i Decreti del Governo arrivano a raffica . Le serrande si abbassano, i negozi chiudono, anche le scuole, i ristoranti, i bar, le strade si svuotano. Le nostre vite e le nostre abitudini cambiano totalmente. E’ accaduto in Italia. Ma ha preso anche Francia, Germania o Regno Unito, tutti i Paesi che hanno rapporti economici stretti con la Cina. Tutta l’Europa! Tutto il mondo!
Una realtà sparisce. Un’altra diversa, nuova nasce. Un mondo buono, bello, smart e green. Il virus rappresenta solo il grottesco necessario di cui l’umanità aveva bisogno per il passaggio verso una nuova epoca, in cui finalmente avranno pace anche quelli che sognavano armageddon, un nuovo ritorno di Cristo oppure rivoluzioni in pigiama con la pancia piena di cibo delivery.
***
Quindi, penso che, un giorno, tutto tornerà più o meno come prima. Anzi, meglio! Il processo l’hanno diviso in fasi. La prima è quasi arrivata alla fine. Fra due giorni inizia la seconda. Vedremò qualche parente, si alzerà qualche seranda. La libertà condizionata… Saremo più controllati. Faremo tutto ciò che facevamo anche prima ma in un modo diverso. Saremo vaccinati, geolocalizzati, avremo sempre una squadra di calcio favorita, studieremo, alcuni si sposeranno e altri divorzieranno. E manterremo le distanze (era il tempo!). La fluidità delle cose prenderà vento, si svilupperà l’Io digitale e allo stesso tempo, spero, l’empatia. Non è vero che saremo più poveri, perché nessuno ci vuole più poveri. E, detto tra noi, sarebbe difficile più di quanto lo siamo già. Tutto questo mentre le borse del mondo, dopo il superamento dello shock epocale, continueranno la loro macabra danza su e giu.
Alla fine, ci rimane sempre il classico “si salva chi può”, concetto valido quanto vecchio in ogni contesto sociale o storico.

4 comentarii Adăugă-le pe ale tale

  1. papagigli spune:

    Asta e un razboi mondial si, da, nu e unul convetional. Intr-unul convetional nu mor 100000 de oameni pe luna. Si „pacea” inca n-a fost „semnata”. Iar eu ramint la parerea ca a fost plantat. Sunt prea multe motive pro pentru a-l considera un accident. Ca asta ne va schimba atitudinea fata de viata, e cam clar, dar doar pentru putin timp, intrucit suntem dotati cu o arma nimicitore, uitarea. Ca razboiul asta ne-a ferit de cele convetionale, e drept, dar chiar si asa, nu-l consider binevenit. Dar zic sa nu ne imbatam cu apa chioara. Cind asta va disparea, total sau mai exact, partial, cele convetionale isi vor reveni din letargie. Si asta pentru ca, din pacate, „razboiul” asta ucide oameni, nu doctrine si nici ura pe care o genereaza diferentele de orice natura. Un razboi care sa distruga marul discordiilor umane ar fi de preferat. Dar pe de alta parte, molima este un rau necesar. Ca si razboiul, dealtfel. Se numeste control demografic, balansind cresterea aiuritoare a populatiei. Scapa cine poate, dupa cum spui.

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    1. 69 spune:

      Cam da! Zic doar că-i mijlocul ce face trecerea de la o epocă la alta, e un altfel de război, și că n-are sens sa ne lamentam că nici nu schimbam nimic, nici nu ne ascultă nimeni, doar trăim rău. Vreau sa zic și mai rău… E o percepție ironică a unei realități viitoare ce, știm amandoi, că nici în condiții de necovid n-ar fi fost chiar minunată! Te imbratișez, Papa

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  2. KhristianP spune:

    Bell’articolo. E’ „rara avis”, l’ottimismo, in questi tempi che a tutti piace chiamarli „bui”… E mi e’ piaciuto tanto, la parte dove fai capire a tutti questi „Nostradamus” aparsi dal nulla che non e’ ancora finita…niente /zero/nulla fine del mondo. 👍👏

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    1. 69 spune:

      Grazie! Sono pensieri che di solito esprimo in rumeno ma questa volta sono arrivati in italiano. Lo fanno ogni tanto… Il materiale è abbastanza ironico ma non per questo privo di verità: credo che io sia un po’ stufa delle teorie di cospirazione e di tutto il resto. Idea è che il mondo deve evolvere anche se è difficile accettarlo e questo dovrebbe essere un lavoro di squadra. Tutto il mondo deve partecipare… In quello che riguarda l’ottimismo, direi che è più realismo: il mondo cambia! E l’umanità anche! Prima accettiamo, meglio è! Un abbraccio

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