Identità

on

Maria!
Si, Maria!
Perché mi chiami Maria? Il mio nome non è Maria!
Nemmeno il mio…
Voi siete tutte Maria!

Una frase che ci si infila dentro, nell’anima, e rosica sempre, senza mai fermarsi. Consuma l’energia, la fede, la speranza. Quella frase, l’ultima, devo dire che mi aveva bruciato dentro per un po’. Il ricordo, un po’ amaro, un po’ malinconico, ora mi fa sorridere. Calmo, tranquillo, strano. Diverso. Perché diverso è ora il modo in cui mi guardo. Nello specchio. Quello della vita. Ma non allora!
Devo dire che questa è la profonda, dolorosa realtà in cinque righe e nove anni. I miei ultimi nove anni. Anni pieni, difficili, con alti e bassi, anni strani, in cui a volte ho pianto e altre volte ho riso, anni in cui ho imparato molto e ho sofferto ancora di più, ho dimenticato persone e conosciuto altre, anni in cui a volte sono stata Maria e altre volte me stessa, in cui mi sono persa ma poi, per fortuna, ritrovata. Perché, miei cari, è solo questione di attimo perdersi quando si vive lontano. Lontano da se stessi, dai cari, dalle origini, quasi senza identità, senza il sentimento di appartenenza. Spezzate, allontanate dalla propria vita, cultura, lingua, piene di dolore, di rabbia e di  paura, con le radici in una terra lontana mille chilometri, con figli strappati dal proprio cuore e lasciati in bada ai parenti o, ancora peggio, estranei a pagamento.
Penso a tutte le Maria che forse in quest’unico attimo  hanno lo stesso mio pensiero, a come siamo simile  e a come siamo diverse. Con i parenti non ho avuto molta fortunata. Ora che penso, neanche loro. Chissà perché. Forse per una questione di sangue, di DNA. Oppure è solo una scusa. Si, è così. Per attenuare la sofferenza di tutti, per non accusare, per non sentire. Comunque, servirebbe a nulla. Certe cose non si dimenticano mai. Rimangono lì, ferme, con unico scopo di far sanguinare il cuore. È così che penso alla mia partenza. Con dolore nel cuore e nebbia dentro la testa. Partivo con speranza, lasciando convinzioni e un figlio. E sapete tutti che i sentimenti materni sono complessi e atemporali. Sono passati anni, mio figlio è diventato un uomo ma la sofferenza è lì, ancora dentro, fuoco che brucia. Massacra. Cambia. Trasforma. Vorrei perdonare. Me stessa. Tutto il mondo. Vorrei dimenticare. Vorrei un po’ di pace. Ma lo so che la pace non si compra al mercato. Anche se fosse, non avrei abbastanza soldi.
Ma senza questa partenza, senza questo periodo e senza Maria, senza diventare prigioniera di un ‘esistenza che non era mia, senza blocchi, sentimenti di inadeguatezza, tristezza e paure, non avrei mai capito che esistono molti altri modi di essere e di vivere e che per questo si deve cambiare prospettiva, si deve fermare e guardare dentro per capire chi siamo.
A proposito, io non sono Maria. Io sono Costanda. E sono rumena. E strano, vero? Il nome dico. Alcuni dicono che anche la persona. Vengo da una piccola città del SE dalla Romania. Ce l’avete presente? Quello Stato dell’Europa centrorientale, che parla una lingua di origine latina, rumeno, unica lingua romanza dei paesi dell’Est, scritta in alfabeto latino; compreso nella Penisola Balcanica, tra Carpazi, Mar Nero e Danubio, con capitale a Bucarest, con Burebista, Traiano, Decebalo, Cuza, Ceausescu, Vlad Tepes alias Dracula, Eminescu, Eliade, Brancusi e cosi via. Sono una donna e sono una mamma. Sono ortodossa. E credo. Credo in tante cose. In mio figlio e in me stessa, nei miei amici, nell’amore, nella speranza e nel futuro. Un futuro cambiato. Migliore.

7 comentarii Adăugă-le pe ale tale

  1. Iosif spune:

    Il magnifico viaggio spazio-temporale attraverso l’infinito universo di vivere ed esperienze di percezione razionale-sentimentale senza inizio o fine che rimangono scritte nel diario di bordo di ogni Navigatore su questo grande paradosso dell’esistenza relativa, In cui ogni viaggiatore cerca, crede e spera di scoprire la „Pietra filosofale” Il tesoro della vita di felicità eterna nascosta nella parola di Dio rivelata all’umanità attraverso il figlio dell’Uomo Cristo, entra in questa bassa dimensione attraverso la Vergine Maria, questo La creatura innocente, amorevole, umile e obbediente che per migliaia di anni è stata perseguitata da questo mondo patrizio umanista-materialista, dalla grazia divina, il Widob della parola AAAE
    Un piacevole viaggio verso nuove piacevoli scoperte attraverso le magnifiche dimensioni delle bellezze della vita paradossale, vera, assoluta, infinita, bella anima!

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  2. genovevadans spune:

    E vero, certe cose non si dimenticano mai, ma col tempo vengono perdonate e ci sara sempre una possibilita di ricominciare una strada nuova. Tutto c’e dentro di noi, anche la speranza di migliore. 🙂 Questa ci si deve mantenere viva nel cuore. Felice Anno Nuovo!

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    1. 69 spune:

      Direi di si! Perdonare è tutto ciò che ci serve. Per andare avanti. Per vivere. Un abbraccio. E un Anno Nuovo così come lo hai pensato e desiderato!

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  3. fosile spune:

    Nu mă ştiu la limbi-astea vorbite şi scrise- deci nu m-am chinuit să încerc să înţeleg ce scrii, dar am remarcat poza.Sînteţi frumoşi şi vă stă bine împreună.

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    1. 69 spune:

      ahahaha, totul se invata. Apoi nu-i greu, cred ca intelegi oricum, ajunge sa citesti… Pentru retul, multumesc! Imi place mult ultima fraza. Cred ca asa ar trebui sa fie pentru toti parintii si fiii, sa fie frumosi si sa le stea bine impreuna! Multumesc!

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      1. Benu spune:

        Și eu mă străduiesc să traduc cu bruma mea de italiano-latina pe care o stiu 😀

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      2. 69 spune:

        Atunci , esti tare! Eu nu-mi mai amintesc apropae nimic in latina. Dar italiana e aproape o romana-n dialect. Ajunge sa asculti ce citesti ca sa intelegi sensurile. Asa-i si cu franceza, de fapt cu toate limbile romanice…beh, asa cum vrea sa zica expresia ta „italiano-romana”, au acelasi radacini… Te imbratisez

        Apreciază

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